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25 maggio 2016

MAGIKA UNDER13 CAMPIONE REGIONALE

Le maghette del 2003 chiudono nel migliore dei modi una stagione davvero magica.
La tradizione delle giovanili castellane ha un seguito luminoso



Ci eravamo lasciati poco prima della seconda fase, raccontando quanto di buono stava facendo il gruppo Under13 della Magika. Una prima fase da imbattute, 3° posto regionale 3contro3 dopo aver vinto il titolo provinciale e… il meglio doveva ancora venire.

“La speranza era di arrivare in finale,” dice Andrea Martinelli, per tutti Mirtillo, coach del gruppo Under13 Magika. “Il girone della seconda fase si è rivelato molto duro. Partire già con 4 punti in virtù delle due vittorie su Rimini nella prima fase è stata tanta roba. C’erano due squadre rispetto alle quali eravamo un po’ superiori per esperienza e livello di gioco, ma anche altre due che come noi erano imbattute: Valtarese e Cavezzo. Sapevamo che con loro sarebbe stato molto dura.”

DUE CAPOLAVORI

La prima di queste sfide di ferro per la Magika è con Valtarese al PalaFerrari. Vinciamo di 1 una partita al cardiopalma. Una gara in cui eccetto un piccolo vantaggio le piccole maghette sono sempre state in rincorsa, ma ottengono la vittoria con un super lavoro difensivo contro una squadra molto fisica. E’ questo il primo capolavoro.

A livello fisico andiamo sotto in particolare contro Cavezzo, ma ancora giochiamo un’altra super partita, ancora in rincorsa. Vinciamo di 4 una sfida che rappresenta un altro mattoncino di consapevolezza.

Le baby maghette compiono un altro capolavoro andando a vincere la gara di ritorno a Borgo Val di Taro. Andando anche sotto di 9 a metà del terzo quarto, la Magika non cede per nulla, ma continua anzi a giocare, riuscendo a portarla a casa su un campo fino a quel momento inviolato.

IL PRIMO (E UNICO) KO

Alla gara successiva arriva però una sberla, forte. Perdiamo contro Cavezzo in casa, sotto 17 punti di scarto. Mirtillo ammette che non la squadra non ha affrontato la partita con la solita furia, e l’ha pagata. La Magika era già qualificata alla finalissima di Loiano, mentre per Cavezzo era quasi un dentro-fuori. Il Coach delle maghette riconosce però di non aver fatto di tutto per vincerla, e pur essendo un azzardo, a posteriori è una scelta che ha pagato. Le maghette tuttavia sono state scottate dal ko, dopo due stagioni in cui non perdevano una partita. Ma la botta è servita.

LA FINALISSIMA

La finale viene preparata da allenatore e ragazze insieme e parlandone Mirtillo ci tiene a sottolineare insieme: “abbiamo parlato insieme delle scelte da fare. Dicevo già che è un gruppo estremamente smart; capivano che le scelte che proponevo le avrebbero aiutate e loro sono state bravissime a seguirle e aiutarsi l’un l’altra. A livello tattico, di attenzione e presenza, si sono allenate ad un livello molto più alto di un gruppo Under13.”

La settimana prima della finale le ragazze sono molto tese. Anche se è una finale regionale, in fondo è la prima della loro carriera. Nel discorso pre partita Mirtillo dice alle sue che “i grandi momenti derivano da grandi opportunità, e voi questo momento ve lo siete guadagnato.” Le parole originali sono di Herb Brooks, storico coach della nazionale USA di Hockey delle Olimpiadi del 1980 che vinse l'oro contro l’invincibile Unione Sovietica. Fu definito "il miracolo sul ghiaccio" e da quell’impresa sportiva la Disney ne trasse un film, Miracle, appunto. La Magika compie l’impresa, ma non è un film: è realtà. Dal tonfo del -17 di due settimane prima le maghette giocano una gara perfetta in difesa e perfetta caratterialmente. Non si innervosiscono mai nemmeno quando la partita è punto a punto e le avversarie recuperano, anzi, restano sul pezzo per 40 minuti, compreso il finale, in cui a 45” dal termine Cavezzo torna a -3.

“A momenti mi salivano i fantasmi di mercoledì,” dice Mirtillo. Tre giorni prima Broni agguantò la Magika nella finale di A2 a pochi secondi dal termine. Dal time-out chiamato da Cavezzo nella finale Under13 le maghette escono alla grande, lavorano benissimo in difesa capendo da sole ciò che stava succedendo, rubano palla e Margherita Curti completa un gioco da tre punti con canestro, fallo subito e libero aggiuntivo. Fino a quel momento aveva litigato col ferro, poi mette la zampata che vale il titolo. La Magika va a +6 e la tripla avversaria allo scadere è ininfluente. In finale è determinante anche Maria Silvia Rubbi: dopo un periodo un po’ complicato, mette a segno 13 dei 32 punti della sua squadra ai quali abbina un eccellente prova in difesa.

Ma la vittoria è di squadra, davvero. La difesa della Magika è un bunker, le forzature in attacco sono pochissime, si passano la palla e cercano sempre il tiro migliore. E alla fine l’esplosione di gioia... è magica.

Mirtillo chiude ammettendo che “è stato bello ricevere i complimenti di tutti, compagni allenatori e dirigenti. Riconosco di essere cresciuto molto quest’anno come allenatore, stravolgendo a tratti il mio modo di allenare, grazie alla bellissima esperienza con la Serie A ma anche a questo gruppo che rappresenta il futuro della Magika, davvero super. Grazie anche al gruppo dei genitori delle ragazze, fantastici.” Chiude ringraziando, ma anche a modo suo: “Mi tatuerò la data della finale 21.05.16 sul polpaccio. In fondo è la prima cosa che vinco in carriera.” 

 
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